Il vescovo Bux accoglie le reliquie di S.Sebastiano

 

Con una celebrazione solenne, la comunità parrocchiale ha accolto la reliquia tel suo patrono San Sebastiano Martire che le autorità religiose, preposte alla custodia, hanno amorevolmente concesso al piccolo centro reggino, fortemente voluta e sollecitata dal suo parroco don Marino Scali e da tutta la comunità parrocchiale.

«I martiri ha detto il parroco sono l'espressione massima della santità a cui tutti noi siamo chiamati per mezzo del battesimo ricevuto. E oggi più che mai, in questo tempo in cui relativismo e mondanità la fanno da padrone ed esiste il vero rischio di una scristianizzazione della società si avverte il bisogno di sentirli vicini.

I martiri, ci consolano con il loro esempio, dalle nostre tribolazioni e paure, indicandoci la luce del Vangelo».

Erano circa le 18 di lunedì 7 Aprile 2008 quando i canti liturgici, accompagnati dal suono dell'organo, si diffondevano per tutta l'area circostante la piccola chiesa gremita, quando don Giuseppe Sofrà,allora diacono diocesano, dalla casa canonica si mosse verso la chiesa con la piccola teca in mano dove lo aspettava il vescovo Luciano Bux a riceverne i piccoli resti e a suggellare l'evento con la sua presenza. Il piccolo centro vantava, sino al 1986 anno in cui furono unificate, due parrocchie, quella di Maria SS. Assunta a Caridà centro e quella di San Pietro Apostolo nella piccola frazione di San Pier Fedele, In entrambi i piccoli centri esiste forte il culto della Madonna delle Grazie e del Carmelo per il primo e di San Placido per il secondo, pur essendo, San Sebastiano, il patrono, sin da quando in uno degli ultimi grandi terremoti tra tutte le rovine della catastrofe, le uniche cose rimaste in piedi furono l'altare con la bella statua del martire. Il vescovo, nella sua omelia, ha voluto tratteggiare la vita del santo, sottolineandone l'aspetto caritatevole e di come, agli albori del cristianesimo, a dispetto del suo ruolo di guardia pretoriana di Diocleziano, svolgeva la sua opera di testimonianza della propria fede recuperando i morti per strada per dargli degna sepoltura.

«La reliquia del santo ,ha detto il vescovo, è un dono è consolazione per i credenti, per tutti quelli che con i sacrifici della vita quotidiana testimoniano il Vangelo, essa ci sprona ad una vita controcorrente». Per tutta la settimana la reliquia sarà portata dal parroco a tutti gli ammalati per poi essere deposta alla base della bella effigie del santo

 

       

       

     
     
     
 

si ringrazia Salvatore Larocca per le Fotografie