LA STORIA DEI CONVENTI

 

La storia dei conventi di Caridà ha inizio esattamente il 21 Marzo del 1534. Il primo convento fondato fu quello dei Domenicani, sotto il titolo prima di “S. Maria della Misericordia“ e poi di “S. Giovanni Battista”, e quello dei Carmelitani.  Si tramanda che in quel giorno il domenicano Angelo Vallato e altri confratelli fondarono il primo convento sotto il titolo prima di “S. Maria della Misericordia“ e poi a “S. Giovanni Battista”.  Certamente era un personaggio di forte carisma, oltre che  conoscitore della situazione logistica del luogo prescelto come sede del convento con annessa la chiesa che si tramanda con il titolo di S. Giovanni Battista. Il territorio dove fu edificata la chiesa conventuale di S. Giovanni Battista(1) (DETTA IN SOLO PERCHE’ APPARTENENTE AL LATERANO), si estendeva verso nord-est, anche oltre i confini di Caridà, per interessare quello di S. Pietro. Infatti sempre in solo ma in S. Pietro venne fondata nel 1548 da due monaci francescani (Silvestro e Celestino), anche la Chiesa di “SANTA CATERINA”. (ANCH’ESSA DETTA IN SOLO PERCHE’ APPARTENENTE AL LATERANO). Torniamo a parlare del convento dei Domenicani: possiamo dire, però che il convento Domenicano di Caridà, pur avendo tutte le caratteristiche di un  “priorato rurale”, nel quale risiedevano pochi monaci,  infatti era in grado  di perseguire tutte le finalità che sono proprie della costituzione fondamentali (Costitutio fundamentalis ) dell’Ordine dei Predicatori concepita da S. Domenico.   Il Convento dei Carmelitani, con il  titolo di “ Santa Maria del Carmine” venne probabilmente fondato verso la fine del 1400. L’ordine al pari dei Domenicani e dei Francescani, aveva origine antica, con radici in Terra Santa, esattamente sul monte Carmelo che sovrasta la città di Haifa. Già nel XVI secolo l’Ordine Carmelitano si era tanto sviluppato da annoverare nella sola Calabria un centinaio di conventi, tra qui quello fondato a Caridà. Il complesso conventuale era dislocato a ridosso dell’attuale chiesa del Carmine (edificata, ovviamente in epoca post-terremoto) ed occupava gran parte dell’area oggi caratterizzata dal rione chiamato, appunto, “Convento”. Fabbricato assai importante e spazioso, a due piani oltre i bassi, con sopra sessanta camere fornite di ogni comodo bastante per la famiglia dei Frati, circondato da mura di una certa  consistenza ed in parte da altri piccoli edifici asserviti al convento. L’ingresso principale era situato  nella parte dove ancora oggi esistono importanti resti riguardanti il frate guardiano. Da esso si accedeva anche  alla chiesa del convento, la cui parete esterna fungeva da recinzione.  La vita di entrambi i conventi di Caridà si protrasse fino al 1652, anno in cui vennero soppressi in virtù della Bolla “ Instauranda “ di Papa Innocenzo X. L’antico convento ritornò a nuova vita 89 anni dopo, grazie ai monaci Osservanti, per continuare l’opera dei Carmelitani. Gli Osservanti erano diretta emanazione dalla regola del poverello d’Assisi nel 1209 ed approvata verbalmente da Innocenzo III nel 1210. Tale convento insieme  con la Chiesa, fu distrutto  dal terremoto del 1783, e non fu più riedificato.